ORTE: PIAZZA TITO BERNARDINI, MORTO PER LA LIBERTA'

Viterbo -

Ieri, alla presenza del sindaco do Orte, Angelo Giuliani, è stata intitolata la piazza adiacente al campo sportivo, in onore del partigiano Tito Bernardini. La sezione dell’A.N.P.I della cittadina ha voluto fortemente questo evento per lasciare una testimonianza, sul territorio, della lotta antifascista avvenuta prima della liberazione.

 

Presente alla cerimonia l’associazione A.N.F.I.M (Associazione Nazionale tra le Famiglie Italiane dei Martiri caduti per la libertà della patria) nata nel 1944 per dare degna sepoltura alle vittime delle Fosse Ardeatine, il sindaco, l’arma dei carabinieri, A.N.P.I di Orte, i sindacati Cgil e Usb e gli alunni delle medie.

 

Tito Bernardini, nato ad Orte nel 1898, svolse l’attività di ferroviere nella capitale. Fu licenziato dalle ferrovie dello Stato per i suoi “atteggiamenti antifascisti” e dovette svolgere svariati mestieri per sopravvivere. Nel 1943, i tedeschi occuparono Roma e requisirono l’azienda dove Bernardini lavorava come magazziniere. Pur di non lavorare per il nemico si licenziò e iniziò ad operare nella Resistenza Romana.

 

Venne arrestato il 7 marzo del 1944 dalle SS e dalla milizia fascista. Condotto a via Tasso fu inserito nell’elenco dei condannati in quanto accusato di “propaganda comunista”. Qui, fu bestialmente torturato affinché confessasse quanto sapeva sui compagni e sulla sua organizzazione. Gli fu spezzata la schiena, con una spranga di ferro, e poi gli vennero cavati gli occhi. Il 24 marzo del 1944 fu portato alle Fosse Ardeatine e fucilato.

 

Emanuela Dei

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