Mercatone Uno, Usb pretende la riassunzione di tutti i lavoratori

L’Unione sindacale di Base pretende che venga attivata una clausola sociale che permetta la riassunzione di tutti i lavoratori in caso di nuove aperture sul territorio

Viterbo -

La chiusura di Mercatone Uno a Monterosi, avvenuta nel massimo disprezzo della dignità dei lavoratori, è solo l’ultima di una serie di fallimenti di centri commerciali che interessano tutta la Cassia. Negli ultimi decenni, su questa direttrice sono sorti ecomostri in cemento, migliaia di metri quadrati che avrebbero dovuto traghettare il viterbese nella globalizzazione al pari delle grandi città europee. Quello a cui invece stiamo assistendo è la chiusura continua di punti vendita e la riapertura di altri nel raggio di pochi chilometri. Nuove assunzioni tutte precarie, spesso tramite agenzie interinali, con part time involontari senza alcun diritto normativo o contributivo.

 

Nel caso specifico, solo alcuni anni fa Mercatone Uno aveva chiuso nel territorio di Viterbo, lasciando senza alcuna tutela e sicurezza 19 dipendenti. Oggi rimangono a casa quasi 50 lavoratori del punto vendita di Monterosi. Mercatone Uno chiude con un debito pari a 90 milioni, maturato in appena nove mesi di nuova gestione aziendale. Una gestione folle, scaricata sui lavoratori e le loro famiglie, a cui le parti sociali avevano chiesto “lavoro proficuo” per salvare l’azienda.

Eppure è annunciata l’ennesima apertura di un mega centro commerciale nella Tuscia.

Come verranno fatte le assunzioni? Quali tutele per i dipendenti?

 

Il ministro del Lavoro Luigi di Maio è intervenuto solo lunedi sulla vertenza, a negozi già chiusi, senza garantire nemmeno la certezza dell’accesso alla cassa integrazione e a tutti gli ammortizzatori sociali per i lavoratori coinvolti.

Il commercio è uno dei settori economici più sotto attacco in questi anni a causa degli sgravi fiscali concessi ai colossi del commercio on line e all’estrema precarizzazione portata dalle liberalizzazioni a firma Monti.

 

Il Ministro, se vuole davvero difendere diritti e dignità dei lavoratori, deve dare un segnale forte di discontinuità con il passato.

Non è più sufficiente parlare di reindustrializzazione.

 

L’Unione sindacale di Base pretende l’introduzione di una clausola sociale che tuteli i lavoratori del settore dalle continue speculazioni dei grandi gruppi imprenditoriali. In caso di apertura di un nuovo centro commerciale nella stessa provincia deve essere data priorità nelle assunzioni a tutti i lavoratori licenziati o comunque lasciati a casa in seguito a ristrutturazioni o fallimenti.

Basta con una continua fabbrica della precarietà che chiude e licenzia per poi riaprire e assumere con sempre meno tutele e diritti.

Tutti i lavoratori devono essere riassunti mantenendo gli stessi livelli salariali e normativi.

 

Usb Lavoro Privato

 

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