GLI ITALIANI NON TROVANO UN INCARICO, (LAVORO), I DIRIGENTI PUBBLICI SI FANNO IN "QUATTRO"!

Viterbo -

Mentre i cittadini tirano la cinghia la politica ed i grandi Dirigenti pasteggiano ad ostriche e champagne. I manager pubblici poi, sembrano non essere toccati dalla crisi e dai tagli imposti dal Governo, mentre continuano ad accumulare incarichi e redditi che appaiono spropositati e intollerabili. E' il caso di Antonio Mastrapasqua, che, come riportano più volte dagli organi di stampa, siede su almeno venticinque poltrone, oltre a quella impegnativa di presidente dell'INPS. Mastrapasqua è, infatti, vice presidente di Equitalia, presidente del Fondo immobiliare IdeA FIMIT, direttore amministrativo dell'Ospedale Israelitico a Roma e sindaco in svariate società private.

 

Possibile che il Governo non si sia accorto che è una situazione insostenibile? Si chiede Lino ROCCHI della USB Viterbo e perché nessuno solleva il conflitto d'interesse tra la funzione di presidente dell'INPS e gli incarichi in società partecipate dallo stesso Ente Previdenziale?

 

Questo è solo uno dei tantissimi esempi Italiani che la gestione “allegra” della res-pubblica ci riserva. È necessaria una norma che eviti l'accumulo degli incarichi, prosegue l'esponente dell'USB e stabilisca un tetto ai redditi percepibili in società private a capitale pubblico.

 

Come Organizzazione Sindacale, che bada ai diritti ed ai doveri dei lavoratori, non potevamo rimanere inermi di fronte a tale”scandalo” e per questo abbiamo promosso fin dai primi di Luglio una petizione popolare da inviare a Governo e Parlamento e domani, giovedì 27 settembre a Viterbo, latina, Frosinone, Ostia e Roma raccoglieremo le firme su questo argomento.

 

Per Viterbo l’appuntamento è adiacente alla Sede INPS in via Matteotti, Viterbo, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, siamo certi della partecipazione dei cittadini che ormai non ne possono più di essere presi in giro e di essere gli unici a pagare il prezzo di una crisi che non hanno voluto, non hanno creato, ma che stanno subendo, conclude Rocchi.

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