Usb Viterbo, Vigili del Fuoco: a rischio le lavoratrici della mensa?

L’Usb Viterbo si schiera a favore delle lavoratrici della mensa dei VV.F. e non permetterà licenziamenti o riduzioni del già misero orario

Viterbo -

Il personale delle mense dei Vigili del fuoco di Viterbo è già ridotto al minimo, costretto a gestire l’intero servizio senza fondi e ricoprendo tutte le mansioni necessarie per adempiere alla corretta gestione dei locali della mensa. Eppure la dirigenza dei Vigili del fuoco, con la complicità degli altri sindacati, hanno firmato negli anni scorsi un accordo per cui se si risparmia sulla manutenzione di sedi e attrezzature e sui servizi di pulizia e mensa, si avranno maggiori risorse per un possibile incremento salariale agli uomini dei VV.F. (e guarda caso alla stessa dirigenza).

Nel noto teatrino in cui si cerca di mettere i lavoratori gli uni contro gli altri, ad oggi i vigili del fuoco continuano ad operare in condizioni precarie e stipendi bassissimi e i dipendenti dei servizi esternalizzati vedono a rischio il loro posto di lavoro.

L’Usb Viterbo denuncia come la dilazione ottenuta dagli altri sindacati lo scorso 20 dicembre in un incontro con la Direzione centrale per le risorse logistiche e strumentali, sia solo un favore alla ditta appaltatrice che così ha più tempo per organizzare la riduzione del personale e delle ore lavorative. Nell’ennesima gara al ribasso, il Dipartimento VVF ha investito 8 milioni in tre anni solo per il Lazio, eppure afferma di non conoscere come verrà gestito dal 2018 con il nuovo appalto il servizio e già in passato ha impedito ai Nas di verificare in che condizioni sono conservati i cibi e costretti ad operare i dipendenti.

O l’amministrazione è inadatta e incapace o volontariamente complice della ditta.

L’Usb ha proclamato lo stato di agitazione regionale e pretende, non solo trasparenza e legalità nel servizio mensa, ma l’intera re-internazionalizzazione di tutti i servizi, approfittando della stabilizzazione dei precari VVF conquistata da questo sindacato e dai lavoratori.

Emiliano Salcini