Usb Viterbo, un anno di denunce contro il razzismo.

Dopo più di 7 mesi di denunce pubbliche da parte del sindacato, la città di Viterbo si accorge del crescente aumento di fenomeni discriminatori.

Viterbo -

Dall’inizio dell’anno, l’Usb denuncia in modo dettagliato e puntuale dichiarazioni e atti razzisti sul territorio di Viterbo. Fra i tanti, il primo che viene in mente sono le dichiarazioni del Presidente di Confesercenti, Peparello, che poneva una motivazione etnica alla base dell’evasione fiscale e della povertà.

Oppure le “ronde” che rivendicavano la proprietà di prati e giardini, attribuendo il degrado al colore della pelle.

La speculazione sull’accoglienza che vedeva 13 persone ammassate in poco più di 50 metri.

Poche, troppo poche, le voci che si sono alzate.

A questi si aggiungono le due campagne elettorali subite dalla città, basate su dichiarazioni su presunte malattie o reati, senza alcun fondamento, per coprire anni di colpevole abbandono e corruzione. L’impoverimento della Città dei Papi, infatti, è dovuta a decenni di malapolitica con il tacito silenzio di molte associazioni e movimenti. Scelte politiche e imprenditoriali che stanno portando alla morte il centro storico, con la chiusura di attività artigianali e negozi di quartiere. L’inaugurazione degli ipermercati, invece, non si ferma, così come non si ferma lo sfruttamento sui lavoratori, da parte della grande distribuzione, in tutta la filiera, dai campi al negozio.

Nessun “paladino della medicina” si è sollevato mentre l’Usb e i lavoratori lottavano contro la privatizzazione della dialisi, dell’assistenza psichiatrica e di quella domiciliare.

Cosi come nessuna “ronda” ha cercato di riaprire e valorizzare i luoghi storici e di rilevanza artistica di Viterbo chiusi e abbandonati al degrado.

Per lo meno, infine, le realtà che si definiscono antifasciste e antirazziste si sono accorte dei crescenti fenomeni a sfondo razziale messi in atto a Viterbo da gruppuscoli, sicuramente insignificanti, ma comunque pericolosi per le singole persone prese di mira.

Le istituzioni no. Quelle stesse istituzioni che, nel rispetto della Costituzione, devono tutelare tutti gli individui senza distinzioni etniche, religiose o economiche.

L’Usb Viterbo continua a lottare insieme a tutti gli individui perchè lo sfruttamento non ha colore nè nazione. L’unica costante è l’infamia e la miseria di coloro che schiavizzano, sfruttando il bisogno delle persone e di coloro che discriminano, sfruttando l’etnia delle persone.

Elisa Bianchini