Disumane le condizioni di alcuni centri di accoglienza di Viterbo.

A svelare le condizioni disumane in cui sono costretti a sopravvivere i migranti tra Viterbo e provincia è Costantino Saporito, responsabile Nazionale Usb VVF.

Viterbo -

 I centri di accoglienza della provincia sono sovraffollati in modo disumano e mancano le condizioni basilari di igiene e sicurezza. Eppure sono stati autorizzati.

A svelare le condizioni disumane in cui sono costretti a sopravvivere i migranti tra Viterbo e provincia è Costantino Saporito, responsabile Nazionale Usb VVF. Negli ultimi giorni nella Città dei Papi, è stato scoperto un appartamento adatto, al massimo, a due persone che invece ne ospitava 13. “L’appartamento in questione, di 57 metri quadrati, al centro di Viterbo, accoglie 13 migranti, quando potrebbe ospitare, al massimo, due persone. Denuncia Saporito- Nel seminterrato sono state allestite ulteriori camere senza finestre né prese d’aria. Vengono meno tutte le misure di sicurezza, vi è un deposito Gpl, interrato senza alcuna autorizzazione o manutenzione. Se scoppiasse un incendio sarebbe una strage”. Le ispezioni della Asl e dei Vigili del Fuoco, consegnate al prefetto di Viterbo, testimoniano una situazione fuori controllo. Lo sfruttamento dei migranti e la mancanza di diritti è ormai cronica e ben radicata sul territorio, nonostante, sulla carta, non risultino irregolarità.

“La coop Social House Team, l’associazione Virtus Italia Onlus Consorzio di solidità sociale a Viterbo, l’ex albergo l’Aquila d’oro ad Acquapendente e la Casa dei popoli di Cellere sono tutte strutture che ospitano migranti in stato di sovraffollamento, mancanza di igiene e rischi gravi per la salute e la sicurezza. -ha rincarato la dose Saporito- Persone costrette a vivere nei seminterrati, l’una sull’altra, senza prese d’aria e senza docce. Non vi è alcun ausilio o attrezzatura per i portatori di handicap e non ci sono sistemi antincendio nè vie di fuga. Eppure questi centri sono tutti autorizzati e in regola, altrimenti non potrebbero partecipare ai bandi della prefettura e ottenere i fondi per ospitare i migranti”.

L’Usb Viterbo pone delle precise domande ai candidati sindaci, nella speranza, che non siano troppo impegnati in stucchevoli ed inutili diatribe fra loro.

Come intendono gestire l’accoglienza a Viterbo, perché non si verifichino mai più situazioni simili

di degrado, sfruttamento e speculazione? Quali percorsi di interazione intendono mettere in atto?

Elisa Bianchini