L’Usb di Viterbo all’assemblea nazionale a Napoli

Si è parlato di precarietà, del lavoro atipico, dei migranti e del diritto all'abitare

Viterbo -

Il sindacato di base ha partecipato con entusiasmo all’assemblea nazionale, incentrata sui temi sociali della precarietà, del lavoro atipico, dei migranti e del diritto all’abitare. Gli interventi delle varie realtà locali, intervenute, hanno messo in luce l’esigenza di spezzare il ricatto sociale della sopravvivenza, che costringe le persone, italiane e non, ad accettare contratti in nero, o solo parzialmente regolari, senza sicurezza e sotto pagati.

Nella zona della Tuscia, l’Usb è da anni attiva con uno sportello migranti, per fornire informazioni, sostegno e strumenti di lotta agli stranieri. Questi, infatti, sono ancora più esposti allo sfruttamento e al caporalato.

A Tuscania, A.S.I.A. si occupa di emergenza abitativa e di edilizia agevolata, per dare risposte immediate a tutti coloro che hanno la necessità di accedere ad un alloggio popolare. Nonostante l’abitare sia un diritto garantito in Costituzione, comuni e istituzioni non forniscono alcuna soluzione concreta e a lungo termine a chi è colpito da sfratto per morosità incolpevole. 

Negli ultimi mesi, l’impegno dell’Usb Viterbo si e concentrato sulla precarietà che colpisce i lavoratori sul territorio, aprendo due sportelli a Vasanello e a Civita Castellana. Un terzo sportello è stato aperto on line, per intercettare tutte le fasce di lavoratori atipici, compresi i giovanissimi, a partire dai 16 anni.

Un gruppo di lavoratori atipici si è già attivato sul territorio e, una volta informatosi sui suoi diritti, con gli strumenti di lotta messi in campo insieme alla struttura sindacale, ha ottenuto le prime conquiste. Contratti decennali co.co.co.sono stati convertiti in contratti a tempo indeterminato. I lavoratori precari, in nero, cognitivi o sottoposti a forme contrattuali ibride sono tutti uniti proprio dallo sfruttamento che subiscono.

Sfruttamento che ha creato una nuova classe di poveri, persone che in lavoro lo hanno, ma non riescono a raggiungere lo stipendio medio per la sopravvivenza dignitosa.

“È necessario unire ogni singola lotta e vertenza – ha dichiarato il sindacato – verso l’obbiettivo comune dello spezzamento del ricatto sociale. Per liberarsi dal giogo del cattivo lavoro, o moderna schiavitù, l’Usb, al fianco dei lavoratori, sostiene l’introduzione del diritto al reddito diretto e indiretto. Diritto che non è una mera misericordia statale, ma l’accesso garantito e gratuito all’istruzione, all’abitare, alla sanità e ai trasporti (reddito indiretto). A questo va aggiunto il reddito minimo garantito in base alla povertà relativa, svincolato dalla presa in carico dei servizi sociali”.

L’Usb ha concluso lanciando un appuntamento di mobilitazione nazionale sotto al Parlamento, per i primi di giugno, per ribadire con forza al nuovo governo le necessità reali degli individui.

Elisa Bianchini