L’Usb Viterbo continua a denunciare lo sfruttamento nel commercio da parte delle agenzie interinali: i lavoratori sono sottopagati ed esposti a rischi.

Nell’indagine sullo sfruttamento nel commercio, l’Usb Viterbo ha ricevute molte denunce di sfruttamento e abusi da parte delle agenzie interinali, che ormai gestiscono gran parte delle assunzioni nella grande e piccola distribuzione.

Viterbo -

l personale interinale viene assunto come addetto alle vendite, mansione base senza qualifiche, per poi essere invece impiegato in qualsiasi mansione, anche ad alta specializzazione. “I lavoratori vengono assunti con un livello base – ha esordito Luca Paolocci dell’Usb Viterbo – solo per poterli pagare meno. Infatti, vengono impiegati per svolgere qualsiasi ruolo, anche quelli con qualifiche superiori, che richiederebbero una retribuzione più alta. Inoltre il personale viene costretto a svolgere mansioni per cui non ha ricevuto alcuna formazione ed è così facilmente esposto ad infortuni”.

I lavoratori interinali operano senza alcun tipo di sicurezza; essendo a tempo, non ricevono formazione, non hanno a disposizione protezioni e sono obbligati a guidare mezzi di movimento merci senza alcun patentino. “Le attrezzature anti infortunistiche, che sono già inadatte e malfunzionanti anche per il personale dipendente, sono completamente assenti per i lavoratori interinali. Questi si trovano a disossare prosciutti o spostare merci senza alcun tipo di protezione. Allo stesso modo portano muletti ed elevatori senza patentino, ma non possono rifiutarsi o vengono minacciati di non lavorare più”.

I turni e gli orari di lavoro sono completamente in mano a capo reparti o capo negozi, che coprono la carenza di organico con il personale interinale. Spesso i lavoratori interinali si trovano turni di nove o più ore, senza pausa pranzo, e non vi è alcun controllo né da parte dell’agenzia né della direzione del supermercato.

Il sindacato denuncia come questi lavoratori vengano assunti ufficialmente con contratti part-time, mentre poi lavorano full-time (in alcuni casi le ore restanti vengono pagate in nero direttamente dal negozio). In caso di infortunio o di incidente, al di fuori delle ore registrate, i lavoratori hanno solo una promessa verbale di risarcimento.

“Non può più passare sotto silenzio un simile sfruttamento, siamo ormai di fronte a nuove forme di schiavitù -ha concluso Paolocci- con la motivazione che l’importante è lavorare. Le persone non devono più essere costrette a scegliere fra lavoro e salute”.

Tutti coloro che sono vittime di sfruttamento possono rivolgersi al sindacato Usb, anche in modo completamente anonimo, tramite il questionario:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSc2I12HtT04sw3n4p7wluyGW6rZs3CpMEWKufNs7-QvOZ7pYA/viewform

 

Luca Paolocci